Palazzo Chiablese

Piazza San Giovanni 2, Torino

LUNEDÌ - VENERDÌ 10.00 - 18.30
SABATO E D0MENICA CHIUSO

Note storiche

Palazzo Chiablese, una tra le più importanti residenze dei Savoia, costituisce naturale cerniera tra Piazzetta Reale e Piazza San Giovanni. Fu fatto costruire nel XVI secolo dal duca di Savoia Emanuele Filiberto su nuclei abitativi preesistenti. L’edificio subì diversi rimaneggiamenti, tra cui, il più importante, quello affidato all’architetto Benedetto Alfieri, che nel 1753-54 diede unità architettonica al palazzo. Dal 1958 al 1985 è stato sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 1997 è iscritto alla lista del Patrimonio dell’umanità UNESCO come edificio parte del sito seriale Residenze Sabaude. L’edificio oggi ospita la Segreteria Generale Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e gli uffici delle Soprintendenze Belle Arti e Paesaggio.


Descrizione critica

Una mano che sostiene una lanterna. Sembra spuntata dal suolo, una grande mano dal cuore della terra. L’installazione Qui Ora di Gianni Dessì sarebbe perfetta sul palco di un’opera lirica. “Cerco l’uomo”, sembra dire come Diogene di Siope, che andava in giro con una lanterna accesa in pieno giorno. E questa scultura di Dessì, in effetti, pare piena di luce, colorata di un giallo pieno. La lanterna assomiglia anche a una casetta, di quelle stilizzate, che disegnano i bambini, con il tetto che è una piramide. La forma è sospesa da terra, e diventa il centro perfetto del cortile di Palazzo Chiablese – come l’uovo di Piero della Francesca – accolto dall’abbraccio circolare della sua struttura architettonica.

Le opere

Gianni Dessì

Qui Ora

fibra di agave e resina su struttura in ferro e legno

600 x 300 x 300 cm

È nel rapporto con la storia che si fonde il nostro qui ora. Dobbiamo ripensarci e correggere la nostra posizione prospettica. Il solo esserci non dice nulla, è nella responsabilità di assumere su di noi la complessità della storia, di una lingua che può renderci coscienti, legati a un senso comune che può disegnare anche un idea di comunità

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l’artista