Palazzo Cisterna

Via Maria Vittoria 12, Torino

LUNEDÌ - VENERDÌ 10.00 - 19.00
SABATO E DOMENICA CHIUSO

Note storiche

Palazzo Cisterna viene realizzato tra Sei e Settecento con grandioso schema aperto a “C” su giardino e androne passante. Il nucleo originario del palazzo risale al 1675 ad opera di Antonio Maurizio Valperga. Passato di proprietà dei principi Dal Pozzo Cisterna nel 1681, venne quindi ampliato aggiungendo nel 1691 la manica verso via Carlo Alberto. Fra il 1773 ed il 1787 il palazzo assunse il volto attuale, sotto la direzione dell'architetto Valeriano Dellala di Beinasco, nei canoni di un raffinato classicismo. Sul finire dell’800, dopo l’occupazione napoleonica, il palazzo torna sede ducale e conosce un nuovo periodo di splendore architettonico: sono di quegli anni lo scalone, la cancellata del giardino, le decorazioni delle stanze ad opera del pittore Augusto Ferri. L’edificio è oggi sede della Città Metropolitana di Torino.


Descrizione critica

CORTE
Nell’abbraccio dello spazio del cortile del palazzo, la grande scultura monumentale Effondrement: 217.5° Arc x 11 dell’artista francese Bernar Venet ne diventa il fulcro, l’elemento catalizzatore. Lo fa trasformandosi in un disegno animato. Un rincorrersi di segni curvilinei che prende vita, che sembra muoversi. La scultura diventa leggera e gioca con le linee che connotano l’architettura del cortile stesso. Elementi arcuati di grande potenza, che stanno in bilico tra caos e ordine. Gli enormi semicerchi che la compongono sono in acciaio Cor-Ten, una pelle su cui il tempo continua a segnare il suo scorrere, così come sulla superficie dell’antico Palazzo Cisterna.

PORTICO
Nella zona di collegamento tra il cortile e il giardino, il portico si pone come spazio osmotico, filtro visivo alle opere che, così, dialogano dai suoi estremi. Tra la scultura di Venet – nel cortile – e le nove installazioni – nel giardino – si inserisce qui un’altra opera, di Giovanni Anselmo, che, con la sua natura simbolica ed essenziale, sembra offrire una sintesi su temi e immaginari. Mentre l’ago magnetico e la pietra si orientano: una grande pietra accoglie una bussola, per indicare un punto di ascolto, di riflessioni quanto di possibili letture.

Le opere

Bernar Venet

Effondrement: 217.5° Arc x 11

acciaio Cor-Ten

installazione misura ambiente

La monumentale scultura, composta da undici elementi arcuati a 217.5° in acciaio Cor-Ten, pare collassare su se stessa, in un misterioso campo di forze che pone gli archi in un coerente dialogo tra ordine e disordine, tra dinamismo e potenza: una “Action Sculpture in slow motion” come la definisce l’artista stesso. Un’applicazione della teoria del caos all’oggetto artistico dove la materia non è usata per creare forme, è essa stessa forma.

Courtesy

Galleria Giorgio Persano

Giovanni Anselmo

Mentre l’ago magnetico e la pietra si orientano

pietra, ago magnetico

25 x 61 x 93 cm circa

Un pesante blocco di granito contiene, inserita, una bussola. La pietra orientata verso Nord, seguendo la direzione dell’ago magnetico, sottolinea la connessione tra l’opera e l’energia dei campi magnetici terrestri mettendo così in relazione lo spazio espositivo in cui l’opera è installata con il resto del mondo.

Courtesy

l'artista e Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Torre Pellice